foto di Angelo Litti, mano di Fernando Esposito
L'annaffiatoio salentino

  L' annaffiatoio serviva per bagnare i semenzai delle piantine di tabacco e funzionava con un principio quanto mai semplice. In pratica, non è altro che un orcio dalla forma tozza e goffa, con la base perforata da minutissimi buchi da cui vi penetra l'acqua. Lo si riempiva immergendolo completamente in dei contenitori in muratura (paluni) in cui veniva raccolta l'acqua piovana. Una volta riempito, col pollice si otturava il foro posto in cima all'oggetto tra i due manici. 
In questo modo lo si poteva trasportare senza che neanche una goccia venisse persa fino a raggiungere il semenzaio delle piantine dove, liberando il foro in alto, dalla base cadeva un getto a doccia , utile per innaffiare le tenere piantine di tabacco. Gli annaffiatoi avevano, in origine una capacità di circa 15 - 20 litri, non erano degnati di alcuna decorazione proprio perché destinati ad un uso pratico. Tale manufatto veniva utilizzato esclusivamente nell'area salentina poiché pare non sia esistito in nessun'altra zona d' Italia. Nella nostra Bottega realizziamo modelli di capacità ridotta, talvolta decorati, talvolta grezzi giusto per far vedere l'ingegnoso funzionamento a testimonianza di un puro artigianato rustico e popolare.

 

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