L'Uccello della pioggia  (opera in ceramica policroma di Agostino Branca, esposta al Museo di Nove e Bassano ).

L'Innaffiatoio salentino 

 

L'Uccello della pioggia è un oggetto cultuale che riproduce un fantastico uccello che i contadini di una terra assolata  evocavano affinché esso si levasse in volo per intercedere presso la divinità il bisogno atavico dell' acqua.
Oggetto realizzato interamente in argilla rossa pirofila ed eseguito con la tecnica del tornio e del modellato.
Il corpo-contenitore è eseguito con la tecnica del tornio mentre tutte le applicazioni, ovvero le ali il manico la testa e la coda sono eseguite con la tecnica del modellato in modo da conferirne un tocco di unicità e di plasticità.
La particolarità di questo manufatto consiste nella sua forma che per essere un contenitore non presenta alcuna bocca anzi la base perforata non ne consentirebbe la funzionalità.
A dispetto di tutto questo il nostro "Uccello della pioggia" è un perfetto contenitore che servirebbe proprio a trasportare l'acqua per innaffiare.
Il principio fisico che rende funzionale l'oggetto è quello della depressione, per cui si riempie immergendolo in un grande contenitore d'acqua cosicché essa vi può penetrare attraverso i fori praticati sulla base espellendo l'aria dall'unico foro sulla testa dell'uccello.
A questo punto col pollice si ottura il foro sulla testa e quasi per prodigio l'acqua contenuta nel corpo dell'uccello viene trattenuta fino al momento in cui si libera il foro sulla testa e per prodigio dalla base dell' oggetto si libera un getto a doccia che simula la pioggia sicché l'oggetto acquista una connotazione simbolica che ben lo inserisce nel contesto del racconto immaginario di cui sopra.

(Appunti di viaggio)
alcune immagini della nostra permanenza a Bassano e Nove