Dall'area del disagio
alla Bottega di via Tempio
Con l'intento di creare un momento di
alternanza tra Formazione professionale ed esperienze di lavoro,
sono stati ospitati i partecipanti al 2° Corso
Preformazione/Orientamento" nella Bottega di ceramica di
Agostino Branca per uno stage formativo.
Da lunedì 20 marzo, nel
laboratorio di via Tempio a Tricase, si è svolto un incontro
programmato con i partecipanti al secondo Corso En.A.I.P. per
ceramica istituito dalla Regione Puglia. Il corso, riservato a
giovani provenienti dall'area del disagio prevedeva uno stage
presso un laboratorio di ceramica dove gli allievi potessero
prendere visione e sperimentare in loco le fasi salienti della
lavorazione e il personale della nostra bottega si è reso
completamente disponibile ad accogliere l'iniziativa. Il periodo
di stage ha avuto la durata di una intera settimana e dal
rapporto che si è instaurato con gli allievi riportiamo delle
considerazioni di carattere puramente emotivo. 
Benché avessimo già una discreta esperienza nell'addestramento
e nella formazione di giovani allievi, si è rivelata più che
mai indispensabile la presenza degli istruttori Prof. Colazzo
e del Prof. Calcagni per creare quel ponte che
permettesse una normale comunicabilità tra la realtà della
nostra bottega e l'area del disagio a cui tali ragazzi
appartengono. Notevole la voglia di apprendere e la versatilità
di ognuno di loro. Nei giorni dello stage, siamo riusciti a
rispettare ed eseguire l'intero programma di lavoro ottenendo
risultati positivi sul piano dell'apprendimento e della
realizzazione pratica. I goffi oggetti in ceramica rustica che
sono riusciti a creare hanno il sapore autenticamente naïf del
primo approccio con l'arte. Manufatti, di fattura piuttosto
grossolana e sommaria ma intrisi di emotività ed energia. Il
Progetto di lavoro era coordinato dal Prof. Nino Fersino
e sostenuto pedagogicamente dalla Dott.ssa Verardo
la quale sostiene testualmente che "è valso per fare
emergere le individualità di tutti gli allievi, sollecitate
dallo star bene insieme, gratificate dal riconoscimento del
"saper fare", e del "saper essere", senza
vivere con frustrazione le insicurezze, consapevoli che ogni
esperienza, se condivisa, è bagaglio di vita vissuta. Ogni
allievo ha misurato le proprie capacità confrontandosi con una
situazione lavorativa che gli chiedeva qualcosa, convinto che
qualcosa avrebbe dato." Ci sembra doveroso premiare la
diligenza di ognuno di loro menzionando le peculiarità che si
sono evidenziate anche perché tutto ciò ha sicuramente segnato
un altro pezzo di storia minima della nostra Bottega.
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Raffaele, ha preso parte solo ad alcune
lezioni, ma è bastato per far notare la sua voglia di
partecipare e il suo desiderio di indipendenza.
Pierluigi, data la sua mole era preoccupante vederlo muoversi tra
i tanti cocci del laboratorio, ma nei momenti delle dimostrazioni
dei maestri era attentissimo impegnandosi a fermare il suo
altalenante movimento delle mani.
Tamara, teneramente assorta nelle sue faccende, eseguiva
diligentemente le fasi del lavoro che le erano state assegnate
realizzando dei vasetti decorativi precisi nella loro esecuzione.
Marco Personalmente non lo abbiamo conosciuto in quanto non
presente alle lezioni ma è riuscito ad essere presente allo
stage nei discorsi dei suoi compagni di corso.
Cinzia, timida e simpaticissima, riconoscibile per la particolare
inflessione della sua voce, ha dimostrato come anche da
principiante si può eseguire un portacenere al tornio elettrico.
Tiziana, misurata confidenza e sentito senso del lavoro; credo
fosse questa la sintesi del suo atteggiamento nei riguardi del
corso. Benvoluta dai colleghi di corso per la sua estrema
disponibilità
Concetta, deliziosa e garbata ha assistito con attenzione alle
dimostrazioni, eseguendo alcuni oggetti con la tecnica antica del
colombino e dello stampo in gesso.
Evelina, attenta e precisa, quando era al lavoro ascoltava solo i
consigli e i suggerimenti del maestro istruttore; niente e
nessuno poteva distrarla dalla sua attività creativa.
Luigia, una notevole creatività. Durante le pause per la
ricreazione non era mai importante mangiare, importante era
riprendere per continuare e completare i suoi lavori che si
contraddistinguono dalla eccessiva minuziosità.
Fernando, un ragazzotto ultratrentenne con evidente bisogno di
essere riconosciuto, ha dimostrato un notevole interesse per la
fase della esecuzione degli stampi in gesso. Il suo sogno è di
riuscire ad eseguire delle statuette sacre da donare ai suoi
cari.
Stefania, alternava momenti di intensa dedizione al lavoro con
momenti di assoluta indipendenza, assorta ogni tanto nei suoi
pensieri personali, prendeva continuamente appunti sul suo
personale bloc-notes.
Marcella, dotata di una apprezzabile autoironia è stata attenta
e precisa nelle sue elaborazioni. Il suo intelligente spirito di
gruppo la rende simpatica e benvoluta.
Teresa, sveglia e intraprendente. Non occorreva spiegare le cose
per più di una volta. Era già all'opera dopo la prima
dimostrazione. La sua caparbietà traspare dalla superficie degli
oggetti che ha formato e dipinto.
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